“Mi hanno detto che non posso mettere gli impianti.” È una frase che sentiamo spesso da pazienti che, magari dopo una sola valutazione, si sono rassegnati alla dentiera o a convivere con denti mancanti.
Ma chi non può fare impianti dentali, davvero? La risposta è che le controindicazioni assolute sono poche, mentre molte situazioni considerate un ostacolo fino a qualche anno fa oggi si possono affrontare con le tecniche giuste. In questa guida separiamo i falsi miti dalle reali limitazioni.
Esistono davvero persone che non possono fare impianti?
Sì, ma sono meno di quanto si pensi. È importante distinguere tra:
- controindicazioni assolute, rare, in cui l’intervento è sconsigliato;
- controindicazioni relative, molto più comuni, cioè condizioni che richiedono una preparazione o una tecnica specifica, ma che non escludono gli impianti.
La differenza che conta davvero
Un limite “relativo” non è un no definitivo: è un’indicazione a pianificare con maggiore attenzione. Ed è proprio qui che esperienza e tecnologie fanno la differenza.
Le situazioni più comuni (e cosa significano davvero)
Diabete
Un diabete ben controllato non impedisce gli impianti dentali. Il punto chiave è il compenso glicemico: con valori stabili e un monitoraggio adeguato, i risultati sono buoni.
Fumo
Il fumo non è una controindicazione assoluta, ma aumenta il rischio di complicanze e di perimplantite. Ridurlo o sospenderlo nel periodo dell’intervento migliora molto la prognosi.
Malattia parodontale
Chi ha perso denti per parodontite può fare impianti, ma prima l’infiammazione delle gengive va trattata e tenuta sotto controllo, con un programma di igiene professionale regolare.
Farmaci per le ossa e terapie oncologiche
Alcuni farmaci, come i bifosfonati, e le radioterapie nella zona testa-collo richiedono una valutazione molto attenta, spesso in collaborazione con il medico curante. In questi casi la decisione è sempre personalizzata.
“Non ho abbastanza osso”: è davvero un limite?
È il motivo più frequente per cui un paziente si sente dire di no. Quando un dente manca da tempo, l’osso tende a riassorbirsi e può non bastare per un impianto tradizionale.
Le possibilità oggi disponibili
- rigenerazione ossea con materiali biocompatibili, per ricostruire i volumi mancanti;
- rialzo del seno mascellare, per aumentare l’osso nell’arcata superiore posteriore;
- impianti inclinati e tecniche come l’All-on-4, che sfruttano l’osso disponibile senza innesti;
- impianti zigomatici e pterigoidei, che si ancorano in zone dove l’osso non si riassorbe;
- impianti subperiostali progettati in digitale su misura.
Molti pazienti a cui era stato detto “non c’è osso” hanno potuto tornare a denti fissi proprio grazie a queste soluzioni.
L’età è davvero un problema?
Cosa conta davvero
Non esiste un’età massima per gli impianti. Conta lo stato di salute generale, non la data di nascita: pazienti di 75 o 80 anni in buona salute possono essere candidati ideali, e spesso sono proprio quelli che ne traggono il maggior beneficio in termini di qualità della vita.
Esiste invece un limite minimo: gli impianti si inseriscono solo a crescita ossea completata, quindi non nei bambini e negli adolescenti.
Quando è necessario prepararsi prima
Gli interventi preliminari
In alcuni casi, prima degli impianti, è necessario:
- trattare carie e infezioni presenti;
- curare la malattia parodontale;
- eseguire estrazioni di denti non recuperabili;
- procedere a una rigenerazione di osso o gengiva.
Questa fase non è un ostacolo, ma la base per un risultato stabile nel tempo.
Il vero errore: escludersi senza una visita
Molte persone rinunciano agli impianti basandosi su informazioni lette online o su vecchie valutazioni. Ma ogni caso è diverso, e le tecniche di oggi offrono possibilità che fino a pochi anni fa non esistevano. L’unico modo per sapere se puoi fare impianti è una valutazione completa con diagnostica 3D.
Domande frequenti
Con l’osteoporosi si possono fare gli impianti?
Spesso sì. Va però valutato con attenzione il tipo di terapia assunta, in particolare se si utilizzano farmaci come i bifosfonati.
Se mi hanno detto di no in passato, vale la pena richiedere una valutazione?
Sì. Le tecniche per l’osso ridotto si sono evolute molto e una nuova valutazione può offrire soluzioni prima non disponibili.
Esiste un’età massima per gli impianti dentali?
No. Conta lo stato di salute generale, non l’età anagrafica.
In conclusione
Le situazioni che impediscono davvero di fare impianti dentali sono rare. Nella maggior parte dei casi si tratta di condizioni da gestire con una diagnosi accurata e la tecnica giusta. Prima di rinunciare, concediti una valutazione specialistica.
Leggi anche: Denti fissi in un giorno: è davvero possibile? e Impianti dentali fanno male?
Ti hanno detto che non puoi fare impianti?
Prenota una valutazione con il Dr. Mesina: anche nei casi con poco osso esistono soluzioni che fino a pochi anni fa non erano disponibili.
LM Dental Clinic, Dr. Luca Mesina
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